Non c'è niente di più triste che deliziare il pranzo della domenica con un sano e odoroso brodo di pesce, con il sedano, il prezzemolo, carote mollicce e esseri morti che galleggiano nella pentola fumante.
In questa fase di Proibizionismo culinario e Restaurazione gastronomica Amaracchia subisce le ricette più austere di domenica e gli accostamenti più strampalati negli altri giorni, ma senza un minimo di vis polemica dato che ha perso, momentaneamente, il gusto per il cibo e si alimenta con quello che trova, come tradizione primitiva insegna.
Dopo il sacrilegio della domenica brodosa, oggi le tocca un riso al forno con sottiletta e avanzi di prosciutto, una aberrazione culinaria seconda solo al riso in brodo, che sovrasta ogni tentativo di inscatolare la realtà nella rigorosa logica Amaracchiesca.
Ma del resto Amaracchia non ha perso solo il gusto per il cibo, ha mandato anche un po' a farsi friggere la sua rigorosa logica in più di una occasione: per esempio avrebbe potuto saltare alla gola di un paio di persone, sbugiardarle in grande stile con tanto di palchetto e banda a sottolineare i momenti salienti, prendersi la sua bella soddifazione e perché no, anche una bella fascia rossa da Miss.
Ma, ahimè, non è persona vendicativa, si sente peggio quando risponde al fuoco ed è convinta che la vendetta non è un piatto da servire freddo, ma nemmeno caldo, anzi, non è da servire proprio, anche se subodora l'ipotesi di poterlo tramutare in un caldo piatto di riso in brodo solo per rari esemplari.
Tornando all'apatia gastronomica di Amaracchia, si può aggiungere che ella in pratica funziona così: nel momento in cui c'è qualcosa che attira selvaggiamente la sua attenzione, ci si tuffa con tutti i vestiti e dimentica il resto, perché il qui citato resto, compreso il cibo, è chiaramente troppo noioso per viverlo al momento.
Ultimamente le calamite di attenzione amaracchiesca sono tre: Facebook, i telefilm e la Tesi, chiaramente in quest'ordine.
Di facebook si è già detto che è il male, ma si potrebbe aggiungere che è il male assoluto.
Peggiora, in media, ogni lato caratteriale: rende più folli i folli e più i noiosi i noiosi.
Attualmente facebook permette ad Amaracchia di avere una fattoria ordinatissima piena zeppa di conigli, mucche capre e "lime tree" (psicologicamente vorrà pure dire qualcosa se gli utenti medi di facebook regalano solo lime tree di un verde irreale e dall'aspetto tragicamente regolare e infantile, mentre Amaracchia regala lapidi di Halloween e Fieno viola).
Ogni giorno Amaracchia cura i suoi pomodori, i suoi peperoni gialli e adora l'idea di far crescere mirtilli viola per tutto il campo, anche se coi tempi di crescita ancora non ci siamo visto che li fa seccare un giorno sì e l'altro pure.
Ultimamente ha anche comperato un contenitore per mucche e bullandosene con il vicino di Farm
Porzione è stata duramente ripresa, perché un serio latifondista come lui nn può chiamare PortaMucche una stalla superaccessoriata con tanto di raccolta del latte.
Ma si sa, Amaracchia è squisitamente naif, nonché clamorosamente ignorante in fatto di mucche. [n.d.A: di conigli ne sa.]
Contemporaneamente alla nuova passione bucolica, Facebook permette di sbizzarrirsi con la gestione di un ristorante che Amaracchia ha costruito con amore e pazienza, distruggendo poi tutto quello per cui aveva lavorato comprando un tetto rosa, carta da parati rosa, gabinetti rosa, pavimento rosa, tavoli bianchi e rosa, insegna viola e orecchie da coniglio bianco al suo alter ego dai capelli e occhi viola; in buona sostanza gestisce un incrocio tra la Playboy Mansion [senza donnine nude], e la vecchia casa di cartone di Barbie [meno anni 80, per quanto le sia possibile ignorare i gloriosi anni 80].
Gli affari vanno benissimo, si avanza di livello ogni due giorni e la clientela non si lamenta; ha assunto Montagna d'Uomo come cameriere e il suddetto Porzione come chef, le paghe son da fame e ha dispoticamente deciso di eliminare il giorno di riposo, s'è fatta prendere dal gusto selvaggio per le decorazioni di Halloween e lascia che il bagno sia senza porta accanto alla cucina.
Lo stesso gusto "halloweeniano" invade anche Pet Society, gioco odiatissimo da Amaracchia perché è povera in canna e non può permettersi di comprarsi una cucina da un mese, mentre il resto del mondo ha un giardino sul tetto, una batteria in soggiorno e Led scorrevoli con scritte più o meno minacciose.
Nella popolazione di Pet Society ci sono graziose orsette coi fiocchetti in case finemente arredate, scoiattoli bluastri vestiti da impiegati del catasto in case super accessoriate, koala bianchi con orecchie da orso vestiti da Lady Gaga, pseudo folletti saltellanti e con la paresi da gioia forzata e poi c'è la povera Brigitta, la dolce creatura di Amaracchia.
Brigitta è viola, le manca un dente, è vestita da strega da almeno 10 giorni perché non può permettersi altro, si alimenta con zuccherini a forma di fantasma che trova per terra; quando pesca trova solo lattine e ruote di bibicletta, ha una libreria fatta di biscotto e due stanze della casa inesorabilmente vuote.
Ha venduto poltrona e finestra per comprarsi un cappello da strega e ha le palpebre pesanti che le conferiscono un'aria un po' fattona, un po' ritratto della povertà.
Brigitta non sa come recuperare denaro ed è disastrosa col frisbee, passa il giorno nelle case altrui ad ammirare l'arredamento e sbaglia a coltivare le zucche, ma sta mettendo da parte i pochi soldoni trovati sugli alberi per comprarsi, fra un po' di tempo, un palchetto, una banda e una fascia rossa, perché il giorno del riscatto e della rivincita morale potrebbe arrivare all'improvviso, anche in Pet Society.